Il passo dei pixel indica fondamentalmente la distanza tra i centri di pixel adiacenti su uno schermo LED, misurata in millimetri. Queste distanze sono solitamente indicate con una "P" seguita da un numero, ad esempio P1.5. L'entità di questa misura determina quanti pixel possono essere contenuti in una determinata area. Quando il numero è più piccolo, i pixel sono più ravvicinati, il che significa una risoluzione potenzialmente migliore. Ad esempio, uno schermo P2 posiziona i pixel a soli 2 mm di distanza, mentre un modello P10 li colloca a 10 mm di distanza. Poiché ogni singolo pixel funge da propria sorgente luminosa, la loro effettiva distanza fisica reciproca determina quanto dettagliata possa apparire un'immagine. Per questo motivo, il passo dei pixel rappresenta un fattore chiave per la nitidezza complessiva dell'immagine sugli schermi LED.
Per quanto riguarda il passo dei pixel, dimensioni minori corrispondono a schermi più nitidi. Prendiamo ad esempio i display P1.2, che contengono circa 694.000 pixel per ogni metro quadrato, contro soltanto circa 10.000 nei modelli P10. Questa enorme differenza nella densità incide notevolmente sulla chiarezza dell'immagine. A due metri di distanza da uno schermo P1.5, tutto appare nitido e definito, ma alla stessa distanza da un display P6 i dettagli iniziano a risultare sfocati. Esiste anche una curiosa matematica dietro questi parametri: ridurre il passo dei pixel di 1 mm implica che gli spettatori debbano avvicinarsi di quasi 1,5 metri in più per ottenere la stessa qualità visiva, secondo una ricerca del 2024 di SaturnVisual. Cosa succede quando i produttori dimezzano il passo dei pixel? Il numero di pixel aumenta di quattro volte! Questa crescita esponenziale rende questi schermi perfetti per situazioni in cui si desidera vedere ogni minimo dettaglio da vicino, spiegando così il loro utilizzo sempre più frequente in sale di controllo, display interattivi nel settore retail e persino in segnaletica per hall di hotel, dove gli ospiti passano a portata di mano.
Tre metodi ampiamente accettati guidano la scelta della distanza di visione:
| Passo pixel | Distanza min. (regola del 10x) | Gamma CVD |
|---|---|---|
| P1.2 | 12m | 1,8–3,6 m |
| P4 | 40 metri | 6–12 m |
| P10 | 100m | 15–30 m |
Ambienti a posti a sedere (teatri, stadi, sale conferenze) danno priorità alla coerenza del CVD. Per posti fissi:
Aree ad alto traffico (negozi al dettaglio, stand fieristici) richiedono flessibilità e un coinvolgimento rapido:
Quando le persone sono sedute nelle vicinanze, solitamente a una distanza compresa tra 3 e 8 metri dagli schermi, abbiamo bisogno di display con passo fine, tipicamente compresi tra P0.9 e P2.5. Il motivo? Offrono un numero sufficiente di pixel per garantire che il testo sia leggibile, i dati risultino chiari quando visualizzati e le texture appaiano nitide e definite. Prendiamo ad esempio le strutture mediche: spesso scelgono modelli pari o inferiori a P1.5 perché ai medici servono immagini estremamente chiare per effettuare diagnosi corrette. Gli ambienti aziendali tendono a scegliere pannelli compresi tra P1.2 e P1.8, in modo che i loro schermi possano mostrare statistiche aziendali in tempo reale senza perdita di dettaglio. Alcuni studi pubblicati su riviste del settore hanno dimostrato che i luoghi che hanno installato questi display nella fascia media hanno registrato circa il 40 percento in più di persone che si fermano a leggere informazioni complesse, rispetto all'uso di schermi con passo superiore a P3. Pertanto, nella progettazione degli impianti, trovare il giusto equilibrio tra costo e nitidezza diventa particolarmente importante.
Per quanto riguarda i display LED esterni, ciò che conta non è tanto il numero di pixel per pollice, quanto la capacità di vederli chiaramente, la resistenza a ogni tipo di condizione atmosferica e la contenutezza dei costi. I modelli più grandi utilizzano tipicamente passi compresi tra P4 e P10, abbinati a livelli di luminosità che vanno da circa 6.000 a 10.000 nit, in modo da garantire una buona visibilità anche sotto la luce diretta del sole. Questi schermi necessitano inoltre di un'adeguata protezione dagli agenti esterni, motivo per cui la maggior parte dispone di un grado di protezione IP65, che li protegge da acqua, polvere e variazioni di temperatura. Prendiamo ad esempio le affissioni lungo le autostrade: nella maggior parte dei casi si trovano a distanze tali per cui gli osservatori guardano da oltre 30 metri di distanza, quindi ha senso utilizzare un passo P8 o P10. Non perché la tecnologia non possa supportare risoluzioni più elevate, sia chiaro, ma semplicemente perché nessuno noterebbe la differenza, e spendere soldi extra per qualcosa che nessuno vedrebbe non avrebbe comunque senso dal punto di vista economico. Secondo rapporti raccolti da persone che gestiscono queste installazioni in diverse località, coloro che scelgono questo approccio tendono a constatare che i loro schermi durano circa il 25% in più prima di necessitare sostituzione o riparazione.
Scegliere il passo del pixel corretto significa fondamentalmente abbinare ciò che la tecnologia può fare con ciò che è realmente importante nella pratica, piuttosto che puntare alle specifiche più elevate solo perché esistono. I passi più fini compresi tra P1,2 e P1,8 offrono una risoluzione migliore e immagini più nitide quando si osservano da vicino, ma hanno un prezzo circa del 40% più alto al metro quadrato rispetto a opzioni come P3 fino a P10. Questi display richiedono anche apparecchiature video più potenti e consumano nel tempo dal 15 al 25% in più di energia elettrica, con costi aggiuntivi sia iniziali che operativi. Quello che molti non si rendono conto è che oltre determinate distanze, quegli schermi ad altissima risoluzione fanno poca differenza. Una persona posizionata a più di 5 metri di distanza vedrà probabilmente un'immagine altrettanto chiara su uno schermo P3 quanto su un modello P1,5 molto più costoso. Sarebbe meglio investire il denaro altrove, ad esempio assicurandosi che i display abbiano una luminosità di almeno 5.000 nit per una buona visibilità all'aperto o un refresh rate minimo di 3.840 Hz in modo che i video siano riprodotti senza sfarfallio. Nella scelta, è utile considerare dove effettivamente le persone si posizioneranno per vedere i contenuti e confrontarlo con i limiti base della visione umana. Questo approccio permette di risparmiare sui costi legati a una risoluzione superflua, mantenendo comunque un forte impatto visivo, sia che i display siano installati nelle vetrine dei negozi che negli stadi più grandi.
Il passo dei pixel indica la distanza tra i centri di due pixel su un display LED, misurata in millimetri. È fondamentale perché determina la risoluzione e la chiarezza dell'immagine prodotta. Un passo dei pixel più piccolo significa una risoluzione più alta e immagini più nitide.
Passi dei pixel più piccoli permettono agli spettatori di vedere dettagli fini in modo chiaro da distanze ravvicinate, risultando adatti per applicazioni che richiedono una visione ravvicinata, come sale di controllo e display interattivi. Passi dei pixel più grandi sono invece più indicati per schermi visti da distanze maggiori, come cartelloni pubblicitari.
È possibile calcolare la distanza minima di visione utilizzando metodi come la "Regola del 10x", che prevede di moltiplicare il passo dei pixel per dieci per stimare la distanza minima. Altri metodi includono la Distanza di Acuità Visiva (VAD) e la Distanza di Visione Confortevole (CVD).
Per i display esterni, prendere in considerazione fattori come luminosità, resistenza alle intemperie e costo. I display esterni richiedono spesso passi compresi tra P4 e P10, livelli di luminosità elevati per garantire la visibilità sotto la luce solare e rating IP65 per la protezione contro le intemperie.
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